domenica 8 luglio 2012

Commento al Vangelo dell' 8/7/2012




Il falegname   (  a cura di don Luciano Cantini )
XIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (08/07/2012)
Vangelo: Mc 6,1-6



Non è costui il falegname ?
Per celebrare Dio, l'uomo ha dato libertà al suo ingegno e alla sua arte: la maestosità del romanico, l'elevazione del gotico, la ricchezza del barocco... ogni secolo ha espresso nell'architettura, nella musica, nella pittura opere che parlassero al cuore dell'uomo della grandezza di Dio. A nessuno è venuto in mente la bottega del falegname tra schegge e trucioli, polvere e segatura, ragnatele e strumenti di lavoro.
Questo è lo scandalo di sempre: la distanza tra il luogo i cui l'uomo cerca Dio e quello in cui Dio ha scelto di abitare.
Non fa problema lo scandalo degli abitanti di Nazareth e del loro stupore, ma il nostro scandalo che nonostante duemila anni di vangelo ancora permane. Anzi sembra che in questi nostri anni si stia particolarmente acuendo, almeno a guardare la ricchezza dei paramenti e dei trinati che vengono sfoggiati per celebrare quel falegname di Nazareth. Eppure quel falegname con i suoi abiti polverosi di segatura, con l'umiltà del suo grembiule ci racconta il grande mistero della Incarnazione. Se si prescinde da questa spoliazione (cfr. Fil 2,7) non si capisce più nulla del mistero di Dio e del suo Vangelo, questo rischio non si è ancora allontanato dalle Chiese.

«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua»
Da sempre i profeti non hanno vita facile, il loro messaggio è talmente osteggiato che ad Ezechiele (2,5) è detto: Ascoltino o non ascoltino - dal momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Quello che fa problema che i profeti non sono osteggiati dai "cattivi" di Israele, ma dalle persone buone, i frequentatori del Tempio, gli studiosi delle Scritture, i Sacerdoti, i potenti.
A Nazareth sono gli amici di Gesù, quelli che sono cresciuti con lui, con cui hanno giocato insieme, coloro che con il Falegname hanno familiarità. Anche questo, per noi frequentatori di chiese e amici di Gesù dovrebbe far riflettere e liberarci dalle sovrastrutture mentali che vogliono immaginare un Dio lontano e inaccessibile, da adorare tra i ceri e i profumi d'incenso.
In tutto il Vangelo Gesù si sforza di far capire la sua vicinanza all'uomo, la sua compassione, la misericordia. Mangia e beve, si china a lavare i piedi, predilige i peccatori e i poveri, si paragona agli stranieri, gli affamati, i malati, i carcerati. È condannato a morte come un malfattore. La storia di Gesù allontana da noi un'idea di Dio costruita nei secoli, questo è lo scandalo. Prepotentemente quella stessa idea riemerge nella storia degli uomini e nelle religioni.

E che sapienza è quella che gli è stata data?
La Parola di Gesù è una parola che disturba, destabilizza, porta una novità che sembra difficile cogliere. Eppure era una novità già stabilita fin dalle origini del mondo. La sua è la sapienza del profeta che rivela ciò che da sempre è nascosto nel cuore di Dio, rivela la verità dell'uomo come era nel pensiero del creatore prima che il peccato ne prendesse possesso, e di cui l'uomo fa fatica ad esserne liberato. Ecco perché si meravigliava della loro incredulità. Della incapacità dell'uomo di riconoscere la Grazia che Dio gli sta donando e che forse non risponde alle sue aspettative.
Abbiamo la consolazione che nonostante tutto Gesù continua a imporre le mani per la guarigione e a camminare per le strade del mondo, insegnando.

1 commento:

ernesta ha detto...

carissima Rosaria, per qualche giorno non ho avuto modo di visitare il blog, a parte domenica una sbirciatina. Volevo chiedere preghiere per la mia Miriam che ha sostenuto gli orali del diploma e fra qualche giorno sapremo il risultato. Pensavo che bello poter meditare il vangelo delle domeniche leggendo i commenti del vari sacerdoti. Mi ricordo che una volta, chiaccherando tra amiche si diceva:"Mi, t'immaggini un mobile costruito da Gesù? Chissà se ancora ne esiste qualcuno!Nel poema dell'uomo-Dio si parla di Gesù che aiutava S.Giuseppe nella falegnameria,e mi ricordo che anche se gli cadevano gli oggetti dalle mani non si spazientiva mai, ma rialzandoli continuava il lavoro.Ti mando tanti baci Ernesta.