Le visioni della Beata Giuliana di Liegi
Giuliana di Cornillon, chiamata anche Giuliana di Liegi (Fléron, 1192 circa – Fosses-la-Ville, 5 aprile 1258), è stata una religiosa e mistica belga. Il suo nome è legato all'istituzione della solennità del Corpus Domini. Nel 1209, quando già da qualche tempo (1207 circa) aveva assunto l'abito religioso ed era entrata a far parte dell'ordine delle monache agostiniane, le sarebbe apparsa in visione la Chiesa, con le sembianze di una luna piena, ma con una striscia scura che l'attraversava,ad indicare la mancanza di una festività.
Nel 1208 ebbe un'altra visione, ma questa volta le sarebbe apparso Cristo stesso, che le chiedeva di adoperarsi affinché venisse istituita la festa del Santissimo Sacramento, per ravvivare la fede dei fedeli e per espiare i peccati commessi contro il Sacramento dell'Eucaristia. Per numerosi anni non parlò a nessuno di queste rivelazioni finché, dopo essere divenuta priora del convento nel 1222, si confidò con altre due religiose, anch'esse ferventi adoratrici dell'Eucaristia. Tempo dopo, chiese a Giovanni di Losanna, sacerdote di Liegi, di interrogare i maggiori teologi ed ecclesiastici del tempo per chiedere l'istituzione della festa. Scrisse anche una petizione al domenicano Ugo di San Caro, all'arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon (futuro Urbano IV) e a Roberto de Thourotte, vescovo di Liegi. Furono proprio l'iniziativa e le insistenti richieste della monaca a far sì che, dopo alcune esitazioni, nel 1246 Roberto de Thourotte convocasse un sinodo ed ordinasse, a partire dall'anno successivo, la celebrazione della festa del Corpus Domini nella sua diocesi. All'epoca i vescovi avevano infatti la facoltà di istituire festività all'interno delle proprie diocesi.
Il Miracolo Eucaristico di Bolsena
In un periodo di controversie teologiche sul mistero eucaristico, il sacerdote boemo Pietro da Praga intraprese un pellegrinaggio verso Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e placare nel suo animo i dubbi di fede che, in quel momento, stavano mettendo in crisi la sua vocazione. La preghiera, la penitenza e la meditazione nella basilica di San Pietro rinfrancarono l'animo del sacerdote, che riprese quindi il viaggio di ritorno verso la sua terra.
Giuliana di Cornillon, chiamata anche Giuliana di Liegi (Fléron, 1192 circa – Fosses-la-Ville, 5 aprile 1258), è stata una religiosa e mistica belga. Il suo nome è legato all'istituzione della solennità del Corpus Domini. Nel 1209, quando già da qualche tempo (1207 circa) aveva assunto l'abito religioso ed era entrata a far parte dell'ordine delle monache agostiniane, le sarebbe apparsa in visione la Chiesa, con le sembianze di una luna piena, ma con una striscia scura che l'attraversava,ad indicare la mancanza di una festività.
Nel 1208 ebbe un'altra visione, ma questa volta le sarebbe apparso Cristo stesso, che le chiedeva di adoperarsi affinché venisse istituita la festa del Santissimo Sacramento, per ravvivare la fede dei fedeli e per espiare i peccati commessi contro il Sacramento dell'Eucaristia. Per numerosi anni non parlò a nessuno di queste rivelazioni finché, dopo essere divenuta priora del convento nel 1222, si confidò con altre due religiose, anch'esse ferventi adoratrici dell'Eucaristia. Tempo dopo, chiese a Giovanni di Losanna, sacerdote di Liegi, di interrogare i maggiori teologi ed ecclesiastici del tempo per chiedere l'istituzione della festa. Scrisse anche una petizione al domenicano Ugo di San Caro, all'arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon (futuro Urbano IV) e a Roberto de Thourotte, vescovo di Liegi. Furono proprio l'iniziativa e le insistenti richieste della monaca a far sì che, dopo alcune esitazioni, nel 1246 Roberto de Thourotte convocasse un sinodo ed ordinasse, a partire dall'anno successivo, la celebrazione della festa del Corpus Domini nella sua diocesi. All'epoca i vescovi avevano infatti la facoltà di istituire festività all'interno delle proprie diocesi.
Il Miracolo Eucaristico di BolsenaIn un periodo di controversie teologiche sul mistero eucaristico, il sacerdote boemo Pietro da Praga intraprese un pellegrinaggio verso Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e placare nel suo animo i dubbi di fede che, in quel momento, stavano mettendo in crisi la sua vocazione. La preghiera, la penitenza e la meditazione nella basilica di San Pietro rinfrancarono l'animo del sacerdote, che riprese quindi il viaggio di ritorno verso la sua terra.
Il ricordo della martire Cristina, la cui fede non aveva vacillato di fronte all'estremo sacrificio del martirio, turbò nuovamente il sacerdote e, il giorno dopo, chiese di celebrare messa nella chiesa. Di nuovo tornò l'incertezza di quello che stava facendo; pregò intensamente la santa perché intercedesse presso Dio, affinché anche lui potesse avere «quella fortezza d'animo e quell'estremo abbandono che Dio dona a chi si affida a lui».
Durante la celebrazione, dopo la consacrazione, alla frazione dell'Ostia, apparve ai suoi occhi un "prodigio" al quale da principio non voleva credere: l'Ostia che teneva tra le mani era diventata carne, da cui stillava miracolosamente abbondante sangue. Impaurito e confuso ma, nello stesso tempo, pieno di gioia, cercò di nascondere ai presenti quello che stava avvenendo: concluse la celebrazione, avvolse tutto nel corporale di lino usato per la purificazione del calice, che si macchiò immediatamente di sangue, e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero anche sul marmo del pavimento e sui gradini dell'altare.Il sacerdote andò subito da papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, per riferirgli l'accaduto. Il papa inviò a Bolsena Giacomo, vescovo di Orvieto, per verificare la veridicità del fatto e riportare le reliquie. Il presule fu accompagnato dai teologi Tommaso d'Aquino e Bonaventura da Bagnoregio. Tra la commozione e l'esultanza di tutti, il vescovo di Orvieto tornò dal Papa con le reliquie del miracolo. Urbano IV ricevette l'ostia e i lini intrisi di sangue, li mostrò al popolo dei fedeli e li depose nel sacrario della cattedrale orvietana di Santa Maria.
Istituzione della Solennità del Corpus Domini
A seguito di ciò e delle rivelazioni della liegina Beata Giuliana di Cornillon (Liegi), che aveva già proposto al suo Vescovo una solennità in onore del Santissimo Sacramento, nel 1264, con la bolla Transiturus de hoc mundo, Urbano IV istituì la solennità del Corpus Domini, e fu affidato a Tommaso d'Aquino il compito di preparare i testi per la liturgia delle ore e per la Messa della nuova festività, stabilendo che questa venisse celebrata il giovedì dopo l'ottava di Pentecoste.A Orvieto fu innalzato un tempio sul luogo più alto (1290), al quale si aggiunse la cappella del Corporale (1350) e la Cappella Nuova (1408). Il Duomo venne disegnato da Arnolfo di Cambio in forme tardo romaniche. I lavori proseguirono in stile gotico sotto la guida di Lorenzo Maitani.
Le reliquie che testimoniano il miracolo sono conservate ancora oggi:
- nella Cappella del Corporale nel duomo di Orvieto sono custoditi l'Ostia, il corporale e i purificatoi; l'ostia e il corporale, dal 1337, vennero conservati nel reliquiario di Ugolino di Vieri, capolavoro dell'oreficeria senese del Trecento;
- l'altare dove avvenne il prodigio fu collocato fin dalla prima metà del XVI secolo nel vestibolo della Basilichetta Ipogea di Santa Cristina a Bolsena;
- quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono venerate dal 1704 nella Cappella Nuova del Miracolo, costruita come dimora delle reliquie rimaste a Bolsena. Una quinta, nel 1574, fu donata alla parrocchia di Porchiano del Monte.

Nessun commento:
Posta un commento