giovedì 7 giugno 2012

Solennità del Corpus Domini




La  Solennità  del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore), più propriamente chiamata Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali dell'anno liturgico della Chiesa Cattolica. Si celebra il giovedì successivo alla   Solennità della Santissima Trinità. Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della  Messa in Coena Domini del Giovedì Santo.


Transiturus de hoc mundo è la Bolla  con cui in seguito al Miracolo Eucaristico di Bolsena, l'11 agosto 1264 Papa Urbano IV 
 istituì la Solennità del Corpus Domini come  festa di precetto per la Chiesa universale, il giovedì successivo alla Pentecoste.


La bolla spiega la motivazione che indusse il Papa a istituire la Solennità:

« Sebbene  l'Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l'anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa  sacramentale commemorazione del  Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre  stava infatti per  ascendere al cielo disse: "Ecco  Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo"(Mt 28,20). >> 




Questa festa è di Precetto e viene celebrata il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste.
A  Roma la celebrazione, si svolge infatti il giovedì dopo la solennità della SS. Trinità nella basilica di San Giovanni in Laterano, per poi concludersi con la processione tradizionale fino alla basilica di Santa Maria Maggiore, presieduta dal Papa, Vescovo di Roma. Nella stessa data si celebra in quei paesi nei quali la solennità è festa civile: nei cantoni cattolici della Svizzera, in Spagna, in Germania, Croazia, Polonia, Brasile, Austria e a San Marino.
Invece nel resto d'Italia, e in quelle nazioni dove essa non è festa di precetto, si celebra la domenica successiva, in conformità con le Norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico e del calendario;
In Italia è stato presentato alla Camera e al Senato un disegno di legge per il ripristino del Corpus Domini quale giorno festivo a tutti gli effetti civili. (Camera ddl. n. 1647 e Senato n. 940. Il 29 aprile 2008  tale disegno di legge è stato nuovamente presentato al nuovo Parlamento. Il Cardinale Camillo Ruini  sostiene interamente questo desiderio.
Nella riforma del rito ambrosiano, promulgata dall'Arcivescovo di Milano il 20 marzo 2008, questa festività è stata riportata obbligatoriamente il giovedì della seconda settimana dopo Pentecoste con la possibilità, per ragioni pastorali, di celebrarla anche la domenica successiva.
Numerose diocesi  in Italia, continuano a proporre ai fedeli la Celebrazione e la Processione Eucaristica, a livello diocesano, il giovedì , lasciando la Celebrazione e la Processione parrocchiale alla domenica (vedi diocesi di Milano).
In occasione della solennità del Corpus Domini si porta in processione, racchiusa in un Ostensorio, un'Ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento. È l'unica processione dell'anno liturgico ad essere di precetto, secondo il diritto canonico.
L'inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il Pange Lingua; un altro inno dedicato è il Sacris solemniis, specialmente nella sua sezione finale (che costituisce il Panis Angelicus). Esiste anche una sequenza per il Corpus Domini:
il Lauda Sion  Salvatorem.


                             Fonte  Cathopedia

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